Quale può essere una diversa visione del dolore?

 

 

Con pazienza e con tanto amore vi parliamo di queste verità; cerchiamo di ampliarle gradualmente, in maniera che non restiate turbati e possiate crederle pianamente, per piccoli passi. Perchè esse vi mostrano un aspetto del tutto diverso del mondo nel quale vivete, riescono a farvi toccare con mano, poco a poco, lo scopo per il quale siete legati ad una dimensione così faticosa e affannosa, la dimensione nella quale, talvolta, siete schiantati dal dolore e nella quale cercate di trovare risposte alle cose che vi capitano, agli eventi che vi colpiscono.

 

Forse, se l'uomo non provasse dolore sarebbe portato a cercare e rimanere nelle gioie della vita, mentre il richiamo del dolore lo fa risvegliare, porre su una posizione del tutto diversa da quella che prima aveva, gli fa dimenticare tutto nella ricerca del perchè di quel dolore, lo fa allontanare dalle cose futili, che una volta occupavano tutta la sua vita, non lasciando spazio ad altro che fosse costruttivo e più basato. 

Dimenticando tutto alla ricerca del perchè del suo dolore, l'uomo si desta, e seppure nel pianto, nella grande amarezza, trova a poco a poco una via che lo conduce ad avere una vita diversa, il tipo di vita per il quale è nato.

 

Allora, non abbiate sempre paura del dolore, non vedetelo come qualcosa di maledetto che distrugge la vostra vita, ma sappiate capire il bene che dietro ad esso si cela, il suo potere di rompere le cristallizzazioni che soffocano il vostro spirito, che vi trattengono nella materia e, rompendo quelle, il potere che esso ha di innalzarvi.

Niente veramente è perduto, niente e nessuno. Così, se questo dolore che provate è nato dalla scomparsa di un vostro caro, ricordatevi che lo rivedrete, che lo riabbraccerete e lo amerete più di sempre e con il suo amore avrete ritrovato il vero senso della vostra vita.

 

 

C'è nella vita di alcuni un susseguirsi continuo di dolori o di delusioni che li portano piano piano ad una sorta di apatia nella quale passano addirittura anni! In questo caso il dolore, invece di far comprendere, sembrerebbe avere l'effetto opposto.

 

Accade spesso che quando siamo incarnati e subiamo certe esperienze della vita ci domandiamo: "Ma perchè mi è successo questo? Che cosa significa?", e questo perchè non sappiamo quali sono gli antecedenti, qual è la ragione per la quale viviamo quella esperienza.

La vedremo solo al termine della vita, quando, dopo il trapasso, la potremo mettere in relazione con le vite precedenti e quindi, solo allora, comprendere il perchè di certe esperienze, incomprensibili senza una visione globale di ciò che le ha determinate.

 

E' chiaro che il dolore così senza ragione sembra che peggiori l'individuo, rendendolo apatico e chiudendolo in sè nella ricerca di una comprensione di ciò che gli accade, comprensione che non riesce a raggiungere, e in un certo senso è proprio ciò che il dolore deve fare. Ed è anche molto difficile dire quale possa essere la ragione per cui un individuo si trova in questo stato d'animo di annichilimento, di scoraggiamento, di pessimismo, perchè più che di avvenimenti, si tratta di stati d'animo che l'individuo ha avuto in una precedente vita, i quali l'hanno condotto a compiere certe azioni, le quali azioni hanno poi creato certi karma che adesso, nella vita attuale, l'individuo si trova a subire a scopo - ricordate sempre - di comprensione.

Per quanto gravoso possa essere il dolore, è sempre un rimedio naturale indispensabile a quell'individuo per fargli comprendere qualcosa che non ha capito e non capirebbe altrimenti.